Erano circa le 22.30 in Italia quando i primi utenti hanno iniziato a segnalare i primi disservizi dell'applicazione di messaggistica più utilizzata del mondo. In Italia erano gli ultimi minuti della prima trionfale semifinale di Champions League della Juventus e i tifosi si stavano scambiando le loro emozioni quando, all'improvviso, è calato il buio su Whatsapp.

In tanti hanno provato a spegnere il telefono, riavviarlo, disconnettere i dati ma nulla di tutto ciò ha funzionato. I più smart, come ormai accade da qualche anno, intuendo qualcosa di strano, hanno immediatamente cercato la risposta su Twitter, dove l'hashtag #whatsappdown è diventato una tendenza mondiale in poche ore. In tutto il globo gli utenti hanno notato problemi di connessione che, apparentemente, non deriva da nessun particolare problema, forse da un guasto ai server centrali.

 

Da Facebook, proprietario del servizio, hanno immediatamente fatto sapere di essere a conoscenza del problema e lo stesso Mark Zuckemberg, rispondendo ai tanti utenti che chiedevano informazioni, ha comunicato personalmente che il team stava lavorando per risolvere il problema nel più breve tempo possibile.

Il servizio di messaggistica è stato down per svariate ore: i primi deboli segni di un lento ritorno alla normalità sono iniziati a partire dalle 00.30 italiane, per poi arrivare alla stabilizzazione completa del servizio non prima delle 2.00.

 

Non è la prima volta che l'hashtag #whatsappdown entra in tendenza mondiale, l'ultima solo pochi giorni fa e sono tanti gli utenti che si domandano i motivi di tale instabilità, soprattutto dei crash periodici e ravvicinati.

Adesso Whatsapp funziona normalmente e non si riscontrano disservizi significativi. Inoltre, probabilmente è solo una coincidenza, proprio questa mattina gli utenti iOS hanno ricevuto un nuovo aggiornamento di fix bug per l'applicazione.

 

Un consiglio: la prossima volta che Whatsapp non dovesse funzionare, invece di inveire contro reti Wi-Fi che non funzionano o contro i telefoni che non fanno il loro lavoro, consultare Twitter potrebbe essere un buon metodo per evitare inutili malumori.  

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 @ Francesca Gallici per Topwebsite.it